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LA CATTEDRALE DI CREMONA

Facciata della Cattedrale di Cremona
Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2017


La zona presbiteriale, oltre a confermare la complessa e stratificata storia artistica vissuta dall'edificio, con alcuni dei suoi dipinti permette di presentare la”dinastia” di pittori più famosa di Cremona composta dai tre fratelli Campi, Giulio (1507- 1573), Antonio (1523-1587) e Vincenzo (1530/35-1591) a cui si aggiunse, omonimo, ma non parente Bernardino Campi(1524-1591).


Di Vincenzo Campi sono i dieci Profeti dei sottarchi (quattro sulla parete di sinistra visto che una campata è occupata dall'organo e sei su quella di destra) che testimoniano magistralmente la sua innovativa pittura naturalistica, mentre le due scene rettangolari con il Centurione davanti a Cristo e l'Ingresso in Gerusalemme, collocate ai lati della grande pala d'altare e sotto le finestre aperte ex-novo nel 1573, sono opera rispettivamente di Bernardino Campi ed Antonio Campi, due nomi simbolo della pittura cremonese della seconda metà del '500.


In un contesto già così storicizzato tra il 1830 ed il 1834 fu deciso l'inserimento di altre quattro scene (Benedizione dei fanciulli, Consegna delle chiavi a Pietro, Incredulità di S.Tommaso, Apparizione degli angeli dopo l'ascensione) affidate a Giuseppe Diotti, la personalità di maggior spicco del primo Ottocento cremonese, già direttore dell'Accademia Carrara di Bergamo che lasciava così in città il segno più importante della sua attività in campo religioso.


Tra gli arredi mobili della zona presbiteriale notevoli sono la grandiosa ancona in legno, opera di Domenico Capra e Paolo Maltempo (1573), che racchiude l’ Assunta, opera estrema di Bernardino Gatti da lui iniziata nel 1575, ma rimasta incompiuta, come mostra la presenza nella parte bassa del dipinto di solo sei apostoli; sotto l'ancona è collocato il bel coro canonicale, a due ordini di stalli, stupefacente opera di intaglio ed intarsio ligneo di Giovanni Maria da Piadena, detto il Platina eseguito tra il 1483 ed il 1490 (da notare in una tarsia di sinistra la riproduzione della piazza e della facciata della cattedrale prima della importante riforma cinquecentesca).


Anche l'altare maggiore nasce dalla modifica dell'antica mensa scolpita da Sebastiano Nani nel 1573 a cui G.B.Zaist sovrappose, nel 1732, una elegante alzata in marmi policromi e finiture in bronzo. Chiude questa bella serie di emergenze artistiche la grande facciata dell'organo, realizzata nel 1544 da Giuseppe Sacca su disegno di Giulio Campi, che è fronteggiato dalla cantoria , opera di Bartolomeo Vianini e Paolo Sacca del 1569.


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